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Sconto in fattura, più spazi alle operazioni delle utility

Gas ed energia: le società multiservizi potranno incamerare i crediti fiscali. I crediti così acquisiti potranno essere utulizzati anche per oagare le accise.

Le utility che si occupano di energia potranno incamerare i crediti di imposta e utilizzarli per pagare le accise, oltre alle imposte sui redditi. Con la risposta a interpello n. 1 del 2020, pubblicata ieri dall’agenzia delle Entrate, lo sconto in fattura diventa decisamente più facile da utilizzare per le società multiservizi che, in molte parti d’Italia, hanno già iniziato a investire in operazioni di riqualificazione globale dei condomini. L’istanza alle Entrate arriva da una società «che si occupa della vendita di energia elettrica e gas naturale», che ha tra i propri clienti imprese che eseguono interventi di riqualificazione energetica di immobili. La società chiede se l’impresa che realizza il lavoro collegato allo sconto in fattura possa cedere il proprio credito di imposta al fornitore di energia e se questo credito «possa essere utilizzato in compensazione con i tributi dovuti a titolo di accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale». La risposta dell’Agenzia è positiva. Secondo la legge, l’impresa che ha effettuato gli interventi ha facoltà di cedere il credito di imposta ai propri fornitori di beni e servizi. Quindi, la società che ha riqualificato il condominio può, secondo quanto scrive l’Agenzia, cedere il credito a una utility che le vende energia o gas e utilizzarlo «alle medesime condizioni del primo cessionario». L’interpello, però, fa anche una seconda apertura, ancora più rilevante, basata sull’articolo 28 della legge finanziaria del 2001 (n. 388/2000). In base a quella norma, le accise sul consumo e la produzione di energia elettrica e gas naturale possono essere pagate anche mediante il versamento unitario, «con possibilità di compensazione con altre imposte e contributi». Quindi - spiega l’interpello - è «consentito versare le accise utilizzando il modello di pagamento unificato F24 accise, con possibilità di compensazione con crediti per altre imposte». Il richiamo al versamento unitario è stato inserito anche nella norma sullo sconto in fattura. Ed è proprio in base a questo richiamo che il credito di imposta derivato dallo sconto in fattura può essere utilizzato anche per le accise. La novità è molto rilevante, perché aumenta ulteriormente la già notevole capienza fiscale delle società multiservizi che si occupano di energia e gas. Oltre alle imposte sui redditi, potranno usare i crediti anche per le accise. La percentuale complessiva delle accise (tra imposte di fabbricazione e imposte di consumo) sul costo finale al consumatore è infatti rilevante e l’utility (da una di esse, non a caso, proviene l’interpello) deve pagare ogni mese quanto ha incassato attraverso la bolletta (grazie al meccanismo del deposito fiscale). Sono quindi importi pesanti: sul gas metano si tratta di circa il 17% (su un totale di imposte pari al 35%, Iva compresa) sul prezzo finale, sul gasolio 617 euro per mille litri, sul gpl 268 euro per 1.000 kg. L’appuntamento mensile con il versamenti all’Erario risulterebbe quindi sensibilmente alleggerito se la “seconda cessione” si consolidasse come prassi.

Gli studi nella prima cartolarizzazione di crediti nel settore delle rinnovabili

White & Case ha assistito Glennmont, Allen & Overy ha assistito Natixis e Rccd ha assistito Banca Popolare di Bari

White & Case ha assistito Glennmont, in qualità di equity investor, nella prima operazione di cartolarizzazione del mercato avente ad oggetto un portafoglio di crediti in bonis derivanti da finanziamenti di progetto nel settore delle energie rinnovabili originati da Banca Popolare di Bari. Il team di White & Case, che ha curato la fase di due diligence sui finanziamenti cartolarizzati e ha agito come transaction counsel, ha compreso i partner Gianluca Fanti (in foto) e Giuseppe Barra Caracciolo e gli associate Francesco Scebba e Riccardo Verzeletti, tutti dell’ufficio di Milano. Allen & Overy ha assistito Natixis, in qualità di arranger e structuring bank, con un team composto dal partner Stefano Sennhauser e dal counsel Pietro Bellone. Rccd ha assistito Banca Popolare di Bari quale originator e retention holder, con un team composto dal partner Marcello Maienza e dall’associate Matilde Sciagata. Zenith ha curato i profili relativi alla costituzione e gestione della società veicolo, svolgendo i ruoli di corporate servicer, master servicer ai sensi della legge 130/99, primary servicer, calculation agent e rappresentante degli obbligazionisti, mentre Bnp Paribas Securities Services ha assunto i ruoli di account bank e paying agent dell’operazione. L’operazione ha previsto l’emissione di titoli senior a tasso variabile per l’importo di €41.830.000 e titoli junior a tasso e remunerazione aggiuntiva variabili per l’importo di €9.642.000. I titoli senior sono stati sottoscritti da Natixis, mentre i titoli junior sono stati sottoscritti da un fondo di Glennmont. Banca Popolare di Bari ha sottoscritto il 5% di ciascuna classe di titoli per soddisfare i requisiti di retention previsti dalla normativa regolamentare applicabile.